Wislawa Szymborska

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Wislawa Szymborska

Wislawa Szymborska, poetessa e saggista.

Bnin (Polonia), 1923 – Cracovia 2012

Cresce in una famiglia con tradizioni patriottiche e insurrezionali.
Esordisce ufficialmente come poetessa nel 1952, con il suo primo volume di versi Dlatego zyjemy” (Per questo viviamo). È un debutto sotto il segno del realismo socialista e grazie a questo libro viene ammessa all’Unione degli scrittori.
Nel 1954 riceve il premio Città di Cracovia. Inizia un periodo di viaggi all’estero.
Nel 1966, come segno di solidarietà in occasione dell’espulsione del filosofo Leszek Kolakowski, restituisce la tessera al partito comunista. È un passo decisivo che mette a rischio il suo posto di lavoro. Le viene affidata una piccola rubrica di recensioni dal titolo Letture facoltative.
Quando nel 1983 viene sciolta l’Unione dei letterati polacchi, gli scrittori continuano ad incontrarsi in clandestinità in circoli organizzati dalla Szymborska e dal filosofo Filipowicz, divenuto suo compagno. Nel 1991 viene assegnato alla poetessa il premio Goethe grazie soprattutto all’opera divulgativa del suo amico e traduttore tedesco Karl Dedecius. Alcune sue poesie vengono inserite nei manuali scolastici tedeschi. Riceverà anche la laurea honoris causa dell’Università di Poznan e il premio Herder. I riconoscimenti alla poetessa nel corso degli anni si moltiplicano fino al Nobel nel 1996. Le sue poesie erano già tradotte a partire dagli anni Cinquanta, e prima del Nobel era pubblicata in 36 lingue. In Italia era presente dal 1961. L’ultima pubblicazione di poesie è del 2006 con il titolo Due punti.

Da L’Enciclopedia delle donne, voce curata da Milena Gammaitoni

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