La trinità tradita. La sapienza femminile attraverso i secoli – Alessandra De Perini

Lucchesi

La trinità tradita. La sapienza femminile attraverso i secoli di Nadia Lucchesi (Il Poligrafo 2021) è un libro da studiare, da consultare, da leggere e discutere insieme a lettrici e lettori disponibili a intraprendere un percorso di presa di coscienza e di trasformazione.

Un libro necessario, che va letto con pazienza e intelligenza, dove viene ricostruito il faticoso e tortuoso itinerario dell’elaborazione teologica del dogma trinitario cristiano delineato solo al maschile da menti maschili.

Un libro da rileggere e interrogare più volte. Uno studio rigoroso e appassionato, erudito, scritto con “pignoleria”, ricco di note, di riferimenti bibliografici e citazioni, le cui informazioni sono tutte verificabili, che ci propone innumerevoli fili di ricerca: il rapporto tra il simbolico, la dimensione nella quale ci troviamo immerse e immersi fin dalla nascita, e l’immaginazione, porta d’accesso alle forze spirituali che ci circondano e che ci aiutano a immaginare un nuovo mondo in questo mondo; le origini precristiane della Trinità; il lento processo attraverso cui si è costruito e affermato nel corso dei secoli il dogma trinitario attraverso la violenta cancellazione e svalorizzazione da parte della Chiesa gerarchica patriarcale delle culture femminili precedenti il Cristianesimo; il lungo percorso della mistica femminile dal Medioevo ad oggi.

L’autrice, alla luce del pensiero della differenza, tenendo conto della ricerca di autorevoli teologhe e studiose femministe contemporanee, Ivone Gerbara, suor Teresa Forcades, Norma Verna Harrison, Mary Daly, Elisabeth Schüssler Fiorenza, Elisabeth Johnson, Elisabet Green, Geraldine Céspedes e molte altre, si confronta con la tradizione del pensiero teologico maschile e opera la decostruzione del dogma trinitario per portare alla luce un simbolico antichissimo che ci parla di una spiritualità femminile, una religione primigenia mai del tutto dimenticata, i cui simboli, archetipi e talismani sono riconoscibili in moltissime immagini sacre, in particolare nelle innumerevoli rappresentazioni di Sant’Anna che tiene in braccio Maria che a sua volta tiene in braccio il piccolo Gesù.

Nadia Lucchesi riflette su questa nuova e antichissima trinità che lei chiama “trinità della gioia”, dove Anna e Maria incarnano una genealogia che si apre alla realtà dell’altro concepito come “terzo”, dove il maschile non è all’origine, ma è il frutto della relazione feconda tra madre e figlia. Questa trinità di origine femminile evoca una dimensione non monolitica, non statica del divino, non gerarchica e androcentrica, dà risalto all’intelligenza amorosa e alla differenza. Non a caso la Chiesa ha sostituito quella originaria trinità con l’astratta concezione di una triade tutta maschile di Padre, Figlio, Spirito Santo.

L’autrice arriva alla conclusione che è avvenuto un tradimento: la dottrina cattolica ci ha consegnato una trinità “tradita”, occultando e svilendo l’autorità e la sapienza millenaria delle donne, mettendo in ombra, cancellando o trasformando in streghe malefiche le figure delle grandi dee presenti in tutte le civiltà del mondo antico, le signore del cosmo, la possente e benefattrice dea triforme Ecate, collegata al ciclo di vita, morte e rigenerazione, che con Demetra e Persefone formava una trinità femminile e fungeva da ponte tra il mondo sotterraneo e quello celeste.

Grazie alla ricerca di Nadia Lucchesi, la trinità non è più un indecifrabile mistero e torna ad essere “usuale e naturale”. Forti di questa nuova consapevolezza, possiamo andare oltre la storia millenaria di tradimenti, violenze e prevaricazioni e indicare non solo alle donne, ma all’umanità intera la via per “realizzare qui e ora la felicità che è il nostro destino”.

Alessandra De Perini, gennaio 2022