LULA – Rinella Nebbia

La Signora di Laussel
La Signora di Laussel
1.
Oggi ho chiuso gli occhi di mia madre. Da un po’ di tempo non stava bene, la sua forza aveva cominciato ad abbandonarla e oggi è tornata là da dove è arrivata. Non dovrei essere triste, lei non lo vorrebbe, ma non riesco non pensare che non la vedrò più ravvivare il fuoco, intonare i canti del mattino e della sera, che non riceverò più la sua benedizione. Sono grande ormai, ma quanto vorrei averla ancora qui con me, risentire la sua voce dirmi E’ ora di alzarsi, Lula, il sole sta sorgendo! Da tempo mi sveglio da sola, anzi, sono la prima ad alzarmi, proprio perché sono sua figlia. A mia memoria, è sempre stata lei ad occuparsi dei rituali e prima di lei sua madre, ora tocca a me.
Mia madre mi ha insegnato tutto, raccogliere il cibo, cuocere la carne, trattare le pelli degli animali per fare vestiti e coperte, ma non solo, mia madre mi ha insegnato a conoscere la natura in cui viviamo, servirla, onorarla.
Oggi, quando le ho chiuso gli occhi, ho risentito la sua voce parlarmi del grande mistero della morte. Quando ero piccola sentivo dire che la morte ci riporta da dove siamo arrivati e poi torniamo, ma io non avevo mai visto nessuno ritornare e un giorno gliel’avevo detto, perché proprio non riuscivo a capire. Allora lei mi aveva portata in braccio fin sotto un albero, davanti al fiume, dicendomi:
– Vedi l’acqua, l’erba, le foglie di questo albero, gli uccelli, il sole, tutto va e torna, sempre, perché anche se la vita non è sempre facile, anche se si muore, ciò che ci ha fatto nascere ci vuole bene e quando si muore si ritorna da Lei, che ci culla come faccio io con te quando viene buio e ti faccio addormentare. Lei ci culla e quando siamo pronti, ci fa tornare.
– Ma chi è Lei?
– Lei è tutto ciò vedi, siamo noi, la terra, l’albero, l’uccello, la frutta, il cielo, il sole, la luna, tutto!
Tutto! Da quel giorno, ho cominciato a giocare con questo Tutto, a stare più attenta alle parole di mia madre durante le benedizioni, i canti, in tutte le sue attività e in quelle delle altre donne e degli uomini. Non solo, ho cominciato a osservare meglio la natura, gli animali, le piante. E il cielo, quell’immenso azzurro che ogni mattina correvo a guardare con la paura che non ci fosse più. Ma il cielo era sempre lì, più chiaro, più scuro, con il sole di giorno, la luna e le stelle di notte.
Abbiamo portato il corpo di mia madre su una roccia, gli uccelli si ciberanno della sua carne e quando saranno rimaste solo le ossa, la porteremo in una grotta, dove ci sono le ossa di altre persone morte in questo periodo. Tutto significa anche questo, che gli uccelli mangiano la nostra carne, così come noi mangiamo gli animali e quanto la natura ci offre.
Far parte del Tutto significa che ogni essere vivente è importante, perché tutti ne facciamo parte. Tutti torniamo alla terra, a quella terra scura che fa nascere ogni cosa. Ho guidato il canto tenendo in mano la Grande Madre Uccello, Lei che tutto da’ e tutto prende per poi dare di nuovo, in un ciclo continuo che non ha fine.
2.
La Grande Madre Uccello è pronta a riportare, ci sono tre donne che in questi giorni partoriranno. Ricordo mia madre quando ho avuto il mio primo figlio, Gari. Avevo già visto molte donne partorire e sapevo che non sempre andava bene. Mia madre era molto brava, ma la bravura non basta. Avevo paura di morire, di non vedere il mio bambino o di vederlo morto. Mia madre mi faceva camminare, respirare bene e quando venne il momento ci affidammo insieme alla Grande Madre Uccello pregandola di starci vicine. Nacque un bel bambino, il mio Gari, forte e sano. Lei tagliò il cordone, lui respirò da solo e io rimasi senza fiato a vederlo così bello! Mia madre fece nascere anche le mie due figlie, Nani e Didi, Belle come la mamma, disse lei. Gari e Didi sono sempre a terra, giocano anche quando raccolgono cibo o grattano le pietre. Nani è diversa, fa le stesse cose, ma è più attenta, è già come sono diventata io dopo la spiegazione di mia madre sulla morte, solo che io ero più grande. Osserva tutto, fa un sacco di domande, a volte mi chiedo se abbia già capito che un giorno potrebbe prendere il mio posto.
– Lula, Ena ha perso le acque!
Lascio le pietre e vado a prendere le erbe per bruciarle tutto intorno alla grotta. Ena ha paura, è la prima volta. Nei suoi occhi rivedo i miei, sua madre non c’è più da tanto tempo, spetta a noi incoraggiarla. Ha perso le acque, ma questo non vuol dire che il parto sia vicino. Camminiamo, respiriamo, arrivano le prime contrazioni. Verso sera, finalmente, arrivano quelle giuste, Ena partorisce una bella bambina! La prendo e la metto sulla pancia di sua madre, subito si calma e dopo un po’ posso tagliare il cordone. E’ andato tutto bene…grazie Grande Madre Uccello e grazie madre mia che tanto mi hai insegnato! Intoniamo insieme il canto della nascita, la benedizione della terra, ringraziamo la vita e speriamo che anche per le altre due vada così!
3.
Mentre tutti dormono, io vado a vedere come stanno i bambini nati in questi giorni. Tutto tranquillo, sia il maschio che le due femmine hanno già cominciato a prendere il latte; le madri sono stanche, ma stanno bene. Anche Gari, Nani e Didi dormono tranquilli.
La notte è fresca, prendo una coperta e mi siedo a terra a guardare il cielo stellato, la Luna. Quante domande ho fatto a mia madre su tutte quelle luci nel cielo, sulla Luna. Perché oggi si vede solo una fetta? Mamma, la Luna non c’è! Mamma, è tornata! Ma perché fa così e non fa come il sole? Perché di giorno non vediamo tutte quelle luci? Mia madre è sempre stata tanto paziente con me, rispondeva a tutto ciò che le chiedevo.
– La Luna è quasi a metà…
Nuri, non l’ho sentito arrivare. La sua compagnia mi piace sempre. Mi piace parlare con lui e mi piace anche la sua bocca…lo bacio, lievemente. Tutto di lui mi sta dicendo quanta voglia abbia di stare con me e anche io lo voglio. Lo prendo per mano, ci alziamo e andiamo nel nostro posto segreto, a fare l’amore sotto le stelle. Quando Nuri è dentro di me sento che diventiamo una sola persona e anche per lui è così. Sentiamo di più l’appartenenza al Tutto, questo Tutto che ci accompagna da quando eravamo bambini, che accompagna la nostra gente da sempre.
Stremati e felici torniamo a guardare la Luna, che è quasi a metà.
– Prima che arrivassi tu, stavo pensando a mia madre, a quante domande le ho fatto sulla Luna quando ero bambina…
– Già…anche io mi sono sempre fatto un sacco di domande sulla Luna e le stelle…
– Pensavo…e se contassimo?
– Che cosa?
– Se contassimo quante volte la luna torna nel cielo?
– Perché vorresti contare quante volte ritorna?
– Perché anche lei fa parte del Tutto…mi piacerebbe contare le stelle, ma sono troppe!
Ridiamo, contare le stelle non si può, ma la Luna è una sola!
– Potremmo cominciare a contare dalla prossima, da quando ricomparirà nel cielo. Ormai il tempo sta cambiando, la prossima sarà la Luna del risveglio; potremmo contare da allora fino a quando finirà il freddo, prima che la natura si risvegli. Conteremo insieme, va bene?
– Va bene Lula, conteremo insieme!
Nuri si addormenta vicino a me, lo guardo dormire, è così bello…sistemo meglio la coperta, mi addormento anch’io vicino a lui.
4.
Oggi comincio a preparare una statuetta nuova, vorrei che fosse pronta per quando festeggeremo il risveglio della natura. In questo periodo si sente che il tempo sta cambiando, non fa più tanto freddo, i prati tornano a essere verdi, spunteranno i germogli, nasceranno i fiori e tutto sarà più bello! Ma, soprattutto, da quando la Luna riapparirà nel cielo, cominceremo a contare. Qualcosa mi dice che capiremo una cosa molto importante. Vedremo, intanto questa statuetta dovrà essere proprio bella, la voglio mettere sull’altare di casa.
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Il villaggio è in fermento, tutti hanno preparato qualcosa per festeggiare la natura e le sue leggi. Stasera ci saranno canti, danze, giochi e cibo speciale, quello che prepariamo in onore del risveglio. Aprirò la festa con una cerimonia guidando il canto delle donne, ognuna terrà in mano la statuetta che ha preparato; danzeremo facendo un cerchio che io guiderò aprendolo sempre di più. Arriveranno gli uomini, danzeranno anche loro facendo un cerchio dentro al nostro, che Nuri guiderà e aprirà fino a congiungerci.
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E’ ora, indosso la maschera che fu di mia madre, la sua tunica verde; nelle mani il tamburo con cui guiderò la danza. Non mangio da ieri, come comanda la nostra tradizione. Bisogna essere vuoti per guidare questa danza, in modo che l’energia della terra non trovi ostacoli e possa entrare nel corpo donandogli la forza della vita. Non solo la sola a non aver mangiato, anche le altre donne e gli uomini hanno fatto lo stesso. Solo i bambini e le donne che aspettano un figlio possono mangiare. Io che guido il canto e la danza devo anche sgombrare la mente. Ieri sera mi sono seduta appoggiata a un albero vicino al fiume, lo stesso che mi ha vista bambina cercare di capire cosa sia la morte. Ho mangiato alcuni semi, l’unico cibo ammesso, che aiutano a concentrarsi, ad aprire i canali per ricevere la nuova energia. Ho cercato di non pensare, anche se è molto difficile. Le stelle mi hanno fatto compagnia fino all’alba, ho salutato il sole nascente e solo molto tempo dopo sono tornata al villaggio.
Indossare la maschera è un compito importante, perché la donna che la indossa non è più se stessa, ma la natura.
Al centro del villaggio ci disponiamo in cerchio, comincio a far suonare il tamburo. TUM-TUM-TUM, ogni battito è il battito della terra, del suo potere che si risveglia. Lentamente cominciamo a muoverci, i battiti del nostro cuore si allineano a quelli del tamburo in un crescendo che genera un canto fatto di suoni, prima che di parole. Apro il cerchio, gli uomini entrano seguendo lo stesso battito, ma con suoni diversi. Insieme rendiamo onore ai suoni della terra, degli animali. Le parole del canto accompagnano i suoni della natura e, movimento dopo movimento, finalmente ci incontriamo. Nuri sa che sotto la maschera ci sono io, la donna con cui fa l’amore sotto le stelle, ma questa notte io sono la natura, non Lula. Quando ci incontriamo, Nuri si inchina e chiede la mia benedizione per tutto il villaggio e io sento fluire il potere della vita dentro di me, il potere del sangue che giusto questa notte arriva, come se fosse il sangue della terra stessa. Sollevo la tunica, ne raccolgo qualche goccia e passo le dita sulla sua fronte disegnando una piccola spirale. Ne raccolgo altro e tocco la terra sotto di me in un abbraccio di energia, un abbraccio che avvolge tutto il villaggio con la terra. Guardiamo il cielo, la Luna è tornata con la sua prima piccola falce!
La festa continua con il pasto e altri canti, altre danze. È la prima volta che guido questa cerimonia, l’ha sempre fatto mia madre e adesso capisco perché dopo fosse sempre così stanca! Sono stanca, ma felice; quando finalmente mi tolgo la maschera e torno ad essere io, Nuri mi sta aspettando per mangiare insieme.
– Nuri, la Luna è apparsa nel cielo e a me è venuto il sangue!
– Il tuo sangue Lula…quando mi hai passato le dita sulla fronte ho sentito una forza immensa entrare dentro di me, immensa!
– Anche io ho sentito la stessa cosa, Nuri, la stessa cosa!
Restiamo lì a guardarci, come se esistessimo solo noi; l’arrivo dei bambini ci riporta alla festa e mangiamo con tutti gli altri. Quando finalmente andiamo a dormire, sento che è avvenuto qualcosa di importante tra noi due, anche se non so ancora cosa.
5.
A molte donne grandi è venuto il sangue in questi giorni, anche questa è una cosa da ricordare. La prima falce della Luna è diventata una fetta e ogni giorno aumenterà fino a diventare piena; poi comincerà a diminuire fino a scomparire del tutto e per qualche giorno la notte sarà più buia. Ho paura di dimenticare…perché no? Prendo un coccio di un vaso che si è rotto e disegno sopra un segno. Metto il coccio al sicuro, questo segno rappresenta la falce della luna. Faccio anche un segno diverso per il sangue che è venuto a molte di noi negli stessi giorni. Ogni volta che la Luna comparirà nel cielo farò un segno e così anche per il sangue. Qualcosa mi dice che la Luna influenza il nostro sangue, ma è solo una sensazione, una sensazione così lieve che non ho detto niente neanche a Nuri. Devo prima verificare.
6.
La natura, che meraviglia! Tornano gli uccelli che erano andati via prima del freddo, gli alberi sono carichi di frutti, vedo tanti animali ancora piccoli che imparano a correre, le madri insegnano loro a mangiare le foglie o a cacciare, dipende. Ci sono animali che mangiano solo foglie, altri che mangiano piccoli animali. Compito nostro è far notare ai bambini tutte queste cose, così che possano anche loro sentire l’appartenenza al Tutto. A un certo punto Didi mi dice Mamma, guarda, anche l’acqua del fiume sembra allegra! E’ vero, è tutto un suono e a noi piace tanto unirci con i nostri, sia quelli vocali, sia quelli che possiamo fare con i nostri strumenti. Ora i canti del mattino e della sera sono più vivaci, anche gli animali cantano con noi, anzi, ci svegliano al mattino presto!
Dopo aver raccolto il cibo necessario per la giornata, le donne lavorano le pelli o si dedicano al lavoro delle statuette, dei canestri, di tutto quello che serve in casa. Anche gli uomini lo fanno, ma non sempre, solo quando non vanno a caccia. Oggi Gari è andato a caccia ed è la prima volta. So che l’intero gruppo lo proteggerà, soprattutto Nuri, ma sono in pensiero per lui, non sempre tornano tutti e, spesso, gli uomini ritornano con delle ferite. Cerco di distrarmi grattando pietre per fare i colori, ci serviranno per un disegno che faremo in una grotta. Scelgo le pietre giuste insieme a Nani e Didi, insegno a lei come si gratta per poi mescolare la polvere con l’acqua. Nani è già molto brava, non spreca niente; Didi è un po’ maldestra, ma imparerà anche lei. Bisogna avere pazienza.
7.
Ogni volta che la Luna appare nel cielo con la sua piccola falce faccio un segno sul coccio, così come ne faccio uno per il mio sangue. Fino ad ora sono uguali. Siamo vicini al grande caldo, fra poco faremo un’altra festa. Quello sarà un giorno lunghissimo e la notte sarà breve, ma sappiamo anche che dopo un po’ di tempo il sole resterà meno tempo in alto nel cielo e la notte sarà un po’ più lunga. Succede sempre così. Mia madre mi diceva che la natura ha le sue leggi e bisogna rispettarle, ma soprattutto, non bisogna intristirsi, ogni giorno è un grande dono perché la vita è fragile. La natura no, lei è forte, si prende cura di tutti, ma procede come una spirale, come i nostri cerchi che si aprono, e quindi la morte è necessaria. Anche la Luna, mi diceva, muore nel cielo e noi non la vediamo più, ma ritorna sempre!
8.
Ed eccoci arrivati alla festa per il caldo, quello che porta altri frutti. Fra pochi giorni festeggeremo il giorno lunghissimo, la notte breve e in quella notte tutte le persone grandi si uniranno nell’amore. Da una volta all’altra si può cambiare compagno, ma io so già con chi la passerò…E’ da un po’ di tempo che io e Nuri non riusciamo a restare insieme, da soli, tra i bambini, la caccia, i parti, le malattie da curare e, come sempre, morti da benedire…speriamo che quella notte non capiti niente, ho proprio tanta voglia di stare con lui a fare l’amore e a parlare! L’ultima volta che gli uomini sono andati a caccia sono stati via a lungo e ho avuto tanta paura che non tornassero, lui e Gari. Ho grattato tantissime pietre per distrarmi, per non cedere alla paura. Anche Nani era preoccupata per suo fratello, ma con un’autorità che io non avrei mai avuto alla sua età, mi ha dato la sua benedizione dicendomi che sarebbero tornati entrambi! Non avevo mai pensato che Nani avesse capito di me e Nuri…è sveglia questa ragazzina, molto più di me!
In attesa della festa che avverrà tra qualche giorno, riflettiamo sulla vita e sulla morte. La natura compie sempre lo stesso ciclo, si risveglia, si espande, si ritrae e, infine, si addormenta per poi riprendere, sempre nello stesso modo. Sappiamo che ci sono stati lunghi periodi di freddo intenso, in cui la natura sembrava non volersi svegliare più, ma anche questo fa parte di lei e bisogna accettare quello che da e prende.
Noi non abbiamo mai vissuto periodi così difficili, ma se accadesse dovremmo spostarci in cerca di condizioni migliori, speriamo che non succeda mai. Siamo fortunati a vivere in un periodo in cui la natura segue questo ciclo. Anche noi lo seguiamo, nel senso che dal momento in cui si nasce si cresce, da bambini si diventa grandi, si matura, si mettono al mondo dei bambini, si invecchia e si muore. Naturalmente se si ha la fortuna di non ammalarsi gravemente o di non morire durante la caccia.
I bambini, come mai alcune donne ne mettono al mondo quattro e altre solo due o uno? Altre ancora nessuno? Sappiamo solo che quando abbiamo dentro un bambino il sangue non arriva, succede sempre così. E sappiamo che solo le donne possono farlo, così come solo le femmine degli animali. I maschi non hanno il sangue.
La morte. La morte ci riporta alla terra, al ventre da cui tutto è nato. Pensare alla terra come a un ventre ci fa pensare alla natura come a una donna enorme che continuamente partorisce figli, che siano animali o piante poco importa ed è questa la cosa più importante per noi, che siamo tutti suoi figli. Anche per questo siamo tutti uguali, uomini e donne. Noi donne guidano le danze, diamo le benedizioni, perché noi mettiamo al mondo la vita, ma siamo davvero tutti uguali davanti a lei, nella vita e nella morte. E ancora nella vita, che non ha mai fine.
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Ora che sono sola e tutto tace, guardo Nana e Didi dormire e mi chiedo se vivrò abbastanza per vedere i loro figli. Sento il suono della civetta, mia madre mi diceva che con i suoi grandi occhi poteva vedere ovunque. La sua voce… Dormi Lula, dormi…
9.
Una lunghissima fila di donne passa lungo la riva del fiume. In testa alla fila riconosco mia madre, corro per abbracciarla. Risento il suo calore, mi prende il viso tra le mani e mi dice: Conta, Lula, conta!
Mi sveglio pensando che forse avrei dovuto contare le donne di quella fila, ma è durato troppo poco, come potevo! Nella realtà, io sto contando i cicli della luna e del mio sangue, non solo il mio, chiedo anche alle altre donne del villaggio. Ma come può mia madre sapere questa cosa? Eppure…E’ strana questa cosa che capita quando dormiamo! E’ come se dormendo vivessimo in un altro luogo, a volte anche in un altro tempo. Mi capita di rivedermi bambina, di rivedere persone che sono già morte da tanto tempo. Ieri sera pensavo a mia madre, sarà per questo che stanotte l’ho rivista? Mah…è ora di preparare il pasto del mattino!
Mia madre continua a parlarmi, la sento dire Conta Lula, conta, come questa notte e comincio a pensare che quello che viviamo di notte abbia un significato. Mia madre mi ha parlato per darmi un messaggio chiaro, contare. Anche lei guardava la luna e si interrogava, forse tutto questo contare ci farà capire una cosa davvero importante e, non solo, forse i morti vivono in una dimensione da cui possono parlarci quando dormiamo. D’ora in poi starò più attenta a cosa vedo quando dormo. Intanto, un’altra statuetta è pronta, mi piace molto, come mi piacciono tutte quelle che sono state fatte in questo periodo per la festa. Le statuette fanno parte della nostra vita, le facciamo per onorare la natura, ma anche per esprimere ciò che proviamo per Lei. Ne abbiamo bisogno. Le facciamo anche per capire e mostrare quello che abbiamo capito per quelli che verranno dopo di noi. Le facciamo da sempre? Le donne che ho visto questa notte passavano parte della loro giornata a fare statuette? Adesso che mi ricordo, le donne di questa notte non erano vestite alla stessa maniera, quelle in fondo alla fila erano nude, altre avevano indosso pelli di animali e i loro visi non erano proprio come i nostri. Sono figlia di mia madre, così come lei era figlia della sua e così via fino a quando…fino a quando siamo nati noi, oltre agli animali e alle piante! Come vivevano le donne in fondo alla fila? Come vivranno le figlie delle figlie delle mie figlie? Stasera ne parlerò anche con Nuri, che sorridendo mi dirà Quante domande Lula, troppe!
La festa è stata bellissima e, finalmente, io e Nuri siamo riusciti a stare da soli nel nostro posto sotto le stelle!
10.
Oggi sono nati tre bambini, un maschio e due femmine, e due persone sono morte, un uomo e una donna. Quando una donna muore lasciando figli ancora piccoli, questi vanno a vivere con un’altra donna, solitamente con una sorella della madre, ma tutto il villaggio se ne prende cura. Vivi non aveva sorelle, verranno a vivere con noi.
11.
Il tempo passa, la natura cambia, è giunto il tempo in cui comincia a ritirarsi. Cambiano i colori, tutto si scurisce, gli alberi cominciano a perdere le foglie. Noi abbiamo messo da parte il cibo secco, quello che si conserva a lungo, che ci permetterà di vivere quando giungerà il tempo delle notti lunghe e dei giorni brevi. Un’altra festa è in arrivo per la Luna del ritiro, questa volta voglio proporre al villaggio di onorare i nostri morti con una danza che li ricordi.
Il villaggio intero ha preparato nuove maschere per questa danza, ognuno ne ha fatta una con i tratti del viso di una persona che li ha visitati in queste ultime notti. E’ come se riportassimo i morti alla vita del villaggio ed è una bella sensazione. Noi donne abbiamo preparato la nostra danza, gli uomini la loro.
Questa volta aspettiamo di vedere le prime stelle in cielo per cominciare. Nel silenzio, da dietro gli alberi, noi cominciamo ad avanzare al ritmo del mio tamburo e presto si uniscono gli altri. Quando arriviamo al centro del villaggio aspettiamo l’arrivo degli uomini. Sentiamo i loro tamburi, continuiamo a danzare. Sono sempre più vicini. Sono arrivati. Danziamo insieme e lentamente entriamo in una dimensione strana, carica di un’energia molto forte.
Per un momento abbiamo sentito l’aria cambiare, come se davvero le persone che incontriamo di notte fossero lì, a danzare insieme a noi.
L’energia di questa festa mi ha dato una pace che da tempo non sentivo, ho sentito così forte la vicinanza di mia madre, ma anche delle persone che sono vissute prima di noi, che io non ho nemmeno mai conosciuto, da farmi accettare davvero la sua morte. Tra poco verrà il tempo delle lunghe notti, del freddo intenso, delle riparazioni degli strumenti. Anche gli animali andranno a dormire, si caccerà pochissimo. E speriamo di rimanere tutti vivi.
12.
Sono sempre più eccitata, i segni che faccio per l’apparire della Luna sono tanti quanti quelli per il sangue. Intanto il sole si mantiene sempre più basso, ma presto arriverà il momento in cui ricomincerà lentamente ad alzarsi più velocemente nel cielo e a scaldare di più. Anche per quel momento faremo una festa, perché la notte è bella, ma la luce del sole aiuta la natura a risvegliarsi!
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E ci siamo, questa sera accenderemo tanti piccoli fuochi per onorare il ritorno della luce e faremo una lunga passeggiata lungo il fiume, ognuno con un piccolo fuoco tra le mani. E’ come se dicessimo alla natura che può cominciare ad aprire gli occhi e a stirarsi, non è ancora arrivato il momento di fare il pasto del mattino, ma può cominciare a pensarci! La prima falce della Luna è in cielo e sento che fra poco mi tornerà il sangue.
13.
Siamo arrivati a tredici segni e la prossima Luna sarà quella del risveglio, ciò vuol dire che il mio contare può finire con questa Luna. Tredici sono le volte in cui è apparsa nel cielo, tredici sono i segni del mio sangue, ma anche del sangue di tante altre donne. Tengo questo coccio tra le mani, che tremano per l’emozione. La mia sensazione era vera, il ciclo della Luna è come il ciclo delle donne. C’è un legame tra lei e noi. Questa sera lo dirò a tutto il villaggio!
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Grande è stata la sorpresa, l’eccitazione per questa scoperta! Abbiamo spiegato a tutti come avevamo fatto, ho raccontato dei segni ed è come se qualcosa dentro di noi fosse cambiato per sempre. Da questa notte tutti guarderemo alla Luna in modo diverso, perché questo legame ce la fa sentire ancora più vicina. Abbiamo deciso di scolpire nella pietra questa scoperta e me ne occuperò io. Nuri mi aiuterà a scegliere il punto in cui sarà meno difficile lavorare la pietra. Abbiamo parlato tanto di cosa fare, fino a che un’immagine si è posta dinanzi a noi.
Scolpirò una donna con in mano un corno, che avrà tredici segni e rappresenterà la Luna. La donna terrà il corno in alto, con la mano destra, con la mano sinistra indicherà il suo ventre. Poi farò il colore del sangue e con quello dipingerò la donna.
Un messaggio per chi verrà dopo di noi!

La Signora di Laussel