Sopravvivere allo sviluppo – Scheda La Mega-macchina*

Scatti di Ilaria Mascaro e Marco Pompamea durante il laboratorio "Il Respiro Profondo di una Nuova Era" 2012

L’impero di Alessandro e l’impero romano, fondati sulla legione, hanno durevolmente sconvolto i destini del mondo. In queste organizzazioni di massa, che combinano la forza militare, l’efficienza economica, l’autorità religiosa, la performance tecnica e il potere politico, l’uomo e la donna diventano ingranaggi di un meccanismo complesso che raggiunge una potenza quasi assoluta: una megamacchina. Le macchine semplici o sofisticate partecipano al funzionamento dell’insieme e ne forniscono il modello. I macchinari meccanici possono svilupparsi pienamente entro una simile megamacchina.

I tempi moderni di Chaplin rendono molto bene questa visione … è la fabbrica della grande industria. L’essenziale sta nella distribuzione dei diversi membri del sistema in un corpo cooperativo, che fa funzionare ogni organo con la delicatezza e la rapidità volute, e soprattutto nell’educazione degli esseri umani affinché rinuncino alle loro abitudini disordinate di lavoro e s’identifichino con la regolarità invariabile di un automa. (Metropolis – 1984 – Brave New World – Blade Runner – Matrix )

All’interno di queste megamacchine, l’individuo non è più una persona, e ancor meno un cittadino, una cittadina. E’ solo un ingranaggio preso nella gigantesca orologeria del sistema.

Tre megamacchine (la fabbrica fordista con la catena di montaggio, la macchina di guerra e di sterminio del regime nazista e il socialismo burocratico di Lenin) sono crollate come colossi dai piedi di argilla, ma i meccanismi più sottili del mercato mondiale montano sotto i nostri occhi i diversi ingranaggi di una nuova megamacchina di dimensioni planetarie: la macchina-universo o tecno-cosmo. All’insegna della mano invisibile del mercato, tecniche sociali e politiche (dalla persuasione occulta della pubblicità allo stupro delle folle della propaganda, grazie alle autostrade della informazione e ai satelliti della comunicazione ..), tecniche economiche e produttive (toyotismo, robotica, biotecnologie .. ) si scambiano, si fondono, si completano, si articolano in una vasta rete mondiale messa in opera da ditte trasnazionali gigantesche (gruppi multimediali, trust agroalimentari, conglomerati industrial-finanziari di ogni settore) mettendo al loro servizio Stati, partiti, sette, sindacati, ONG … Il potere e l’influenza della razionalità tecno scientifica ed economica danno alla megamacchina contemporanea un’ampiezza inedita nella storia della umanità (femminità). Soprattutto, a differenza delle precedenti, questa megamacchina globale non ha altra finalità che se stessa. Essa trasforma quasi le persone in ingranaggi, come materia prima.

La tecno economia è forma che incarna l’immaginario del progresso e contribuisce alla impostura dell’efficienza. I risultati dello sviluppo possono essere misurati, l’utile diventa il criterio per eccellenza del buono, bene-avere misurabile è identificato con il bene-essere…. Forma sensibile della felicità?

Il gioco era quello di: immaginare una rappresentazione utilizzando i corpi, come statue, formulando un’opera artistica collettiva dal titolo “La megamacchina: umanità a comando ”

*Liberamente tratto da “Giustizia senza limiti” di Serge Latouche


La scheda e’ a cura di Daniela Degan preparata per il laboratorio:
“IL RESPIRO PROFONDO DI UNA NUOVA ERA: LA DECRESCITA’ CHE VERRA’”
Daniela Degan – Alberto Castagnola – Ilaria Mascaro
Realizzato PER IL CONVEGNO “CULTURE INDIGENE DI PACE” – TORINO 2012
http://www.associazionelaima.it/conferenza-2012/