Il Primo incontro di Crone

Primo incontro di Crone, Bologna, Associazione Armonie

13 dicembre 2015
Estratti

“Celebro Ecate trivia, amabile protettrice delle strade,
terrestre e marina e celeste, dal manto color croco,
sepolcrale, baccheggiante con le anime dei morti,
figlia di Crio, amante della solitudine superba dei cervi,
notturna protettrice dei cani, regina invincibile,
annunciata dal ruggito delle belve, imbattibile senza cintura,
domatrice di tori, signora che custodisce le chiavi del cosmo,
frequentatrice dei monti, guida, ninfa, nutrice dei giovani,
della fanciulla che supplica di assistere ai sacri riti,
benevola verso i suoi devoti sempre con animo gioioso.”

da Inni Orfici, ed. Lorenzo Valla trad. Gabriella Ricciardelli

La dea Ecate è trina, Fanciulla Madre Crona.

Luciana: Sento l’esigenza di questo cerchio da molto tempo. Forse abbiamo gli stessi desideri. Noi siamo una generazione speciale. Nate dopo una guerra feroce, abbiamo vissuto in un relativo benessere e in una epoca più favorevole alle donne perché apparentemente più tranquilla. Dopo gli anni ’60 abbiamo messo in discussione le regole culturali che governano la famiglia e il corpo femminile …. Tutto. E dopo un cammino politico e sociale, alcune di noi hanno sentito il richiamo della spiritualità.

Abbiamo assistito anche alla medicalizzazione pressante dovuta ai “progressi” tecnologici e ormonali della medicina del “mettere al mondo” le figlie e i figli e alle “moderne” forme di controllo che amano considerare il menarca, la gravidanza, il parto e la menopausa come delle malattie.

Ora siamo nella fase della vita che nelle Ruote di sapienza dei “popoli nativi” cade sotto l’archetipo della Crona.

Abbiamo bisogno di una nuova ricerca su di noi, di una ripresa dell’autocoscienza che ci mostri come siamo adesso, quali sono i nostri bisogni, quale la relazione possibile con le nostre figlie, figli e nipoti. Vogliamo costruire una rete di sostegno tra di noi e un ponte con le nuove generazioni e le altre culture

Abbiamo sviluppato una forte consapevolezza del “limite” circa le risorse del nostro pianeta, siamo consapevoli che è stato fatto un vero saccheggio della Terra, accellerato oltre ogni misura negli ultimi cinquanta anni. Percepiamo la sofferenza di tutti gli essere senzienti. Siamo in un nuovo passaggio storico e la consapevolezza è ancora addormentata.

Esistono tre fasi dell’essere Crona.

Intorno ai 50 anni il ciclo diventa irregolare, si interrompe la ciclicità, non vediamo più il sangue. Fisicamente sentiamo uno scombussolamento dovuto al passaggio a nuovi equilibri. Percepiamo in modo più forte le emozioni che quotidianamente ci attraversano. Proviamo rimpianti?

Dopo i 60 anni attraversiamo una fase ricca, intermedia. Impariamo ad ascoltare una nuova consapevolezza. Gli obblighi sociali e i compiti familiari li abbiamo portati a termine e davanti a noi si apre una fase in cui possiamo essere nuovamente per noi stesse e costruire Autorevolezza.

Dopo i 70, possiamo prepararci alla trasformazione finale del ciclo della vita, al passaggio dalla vita alla morte. Possiamo creare uno spazio per noi, per non arrivare impreparate e spaventate nel Grembo della Nera Signora.

La Signora di Laussel con la sua Falce è la nostra Guardiana della Soglia.

La-Signora-di-Laussel
La Signora di Laussel

Manuela: mi sono subito sentita coinvolta in questo progetto. La morte di mio padre è stata un’esperienza toccante. Ho elaborato il suo non esserci più ma ho sentito avvenire un cambiamento in me. Anche mia madre ha elaborato ma poi c’è stata la tragedia della morte di sua madre, la nonna. Ci vuole un tempo davanti alle morti …

Un amico d’infanzia è morto … non ho potuto salutarlo. Mi sono sentita sconvolta. Mi manca la voce quando provo emozioni forti. Sento che parti di me se ne vanno. Vorrei capire se devo perdermi o se devo ricomporre scheletro e ossa per tornare all’essenza.

Claudia: una parte di me si specchia ancora nella giovinezza, una parte di me non ama essere Crona. Le perdite mi toccano da vicino. Provo un dolore devastante. Per me non provo inquietudine, ma ho paura della mancanza dell’autonomia. Le persone che se ne vanno fanno male … e la possibilità che abbiamo di condividere allora diventa molto importante. Il tema che si presenta è quello del passaggio in altri luoghi … faccio pratica.

Qui c’è una solennità e c’è un senso.

Marilena: nella mia esperienza del viaggio sciamanico sono nella fase due. Tra le varie cose su cui lavoro, voglio approfondire la Morte.

La morte di mia madre è stata un’esperienza bella, un grosso regalo. Avevo sognato due anni prima la sua morte. Lei, la matriarca della mia famiglia, la Signora con la falce l’ha presa il giorno del suo compleanno.

Nel sogno mi consegnavano un gioiello come un grappolo di uva fatto di piccoli rubini e smeraldi. Io sono la primogenita.

Nella realtà è arrivato l’ictus … ho avuto l’esatta percezione che stesse morendo, l’ho sentita che moriva, mano nella mano. Ho ricevuto una spinta: le ho detto di guardare perché la stavano aspettando. Mia madre mi ha donato la certezza andando … Ora tocca a me e lo vorrei fare con la consapevolezza.

Anna: questo Cerchio è un nuovo esperimento. Una nuova rivoluzione che ci aspetta, per vivere una terza stagione in un modo diverso. Come lo costruiamo questo percorso? Su quali punti ci confrontiamo? Quello del passaggio?

Sogni e conferme, tanta fatica, litigi … poi la morte della mamma … il mio ultimo sangue … per tanti anni ho fatto quello che potevo fare … ora voglio prendervi per mano e perché no, fare i quattro passi e tutto il giro per vedere tutte le possibilità.

Lucia Q.: dai miei tre figli ho avuto sette nipoti. Ma non c’è più il mio compagno. Mi sento bene con questa solitudine e però sento la mancanza del contatto fisico. Se ci penso, sento la mancanza.

Non riceve il contatto la vecchia/il vecchio. Con le nipoti sì, ma non è facile accettare la vecchiaia. Ora ho lasciato i capelli grigi …. e lavoro con il corpo. Osteoporosi? È una cosa da vecchia! Muovere il corpo è fondamentale.

Il passaggio della morte a volte mi affascina, a volte mi fa paura. Però penso al dolore dei miei cari. Non sono una nonna tradizionale … solo la più piccola mi chiama nonna.

Rossana: ho perso i miei genitori da giovane. Il dolore della distanza l’ho misurato prima, anche nella dimensione del corpo. Ora per me è quasi un vantaggio.

Per me Crona è legato ad Abuela Margherita. A 52 anni non si è più madri, a 65 anni si è Madri Cosmiche. Cioè madri di tutti. Sento moltissimo il potere della risata … non è amara. Questa è una fase che mi permette di giocare con tutto.

INCRONARSI, arrivare a essere “guida”, anche di se stesse. La pace e la lotta: portare la pace fuori e la lotta a difesa della TERRA! Prendere la responsabilità del mondo … soffrire ma anche sorridere: lo so fare? So trovare la strada per ricucire il conflitto?

Siamo qua perché chiamate … si, sono energie di luce. Chiamate per una lotta? Per dare il nostro contributo, la nostra energia che porta “armi di luce” per mandare via le tenebre.

Le Crone hanno la forza, la forza della lotta e dell’amore per costruire la sorellanza.

Elena: sono all’inizio della fase della Crona. Due anni fa, in seguito ad un evento forte di dolore, avevo 48 anni, mio marito si è malato gravemente. Così dopo un paio di mesi finisce il ciclo. Torna, poi scomparso di nuovo. In questi due anni ho visto un grande cambiamento. Ho sentito arrivare la Crona, come un rallentamento del ritmo, in momenti di grande sollecitazione e stress, momenti non facili. La Crona mi ha insegnato a rallentare e lavorare con il corpo. Mi ha salvato il lavoro sul corpo e la dieta. Mi sento molto più vecchia di quello che sono … in una forma mentale di gioia, amore che cura … faccio l’anziana con mio figlio. Sento una voce antica che mi chiama … per guarirmi.

Ho un aspetto giovanile però non mi spaventa invecchiare, mi spaventa la malattia. È amorevole star qua: è amore. E alla chiamata di Luciana ho risposto.

Vedo un impegno sociale nella figura della Crona. Questa età ha un valore. Valore personale, di sorellanza, ma anche per il mondo.

Voglio una casa per le Baba Yaga.

Giusi: per me la menopausa è arrivata che ero molto giovane. Ma già al compimento dei 40 anni avevo cominciato a pensare: “posso dire e fare quello che voglio. Mi ero sentita libera all’improvviso, mi ero sentita una donna compiuta e quello è stato il mio primo sentirmi Crona.”

Lo so adesso che ho coltivato la mia vecchiaia: io giovane donna durante il 68 … una grande fortuna fare parte del femminismo. E poi un’altra grande fortuna, l’incontro con la Grande Madre, la pratica delle Dakini.

I libri sono stati la fonte fondamentale.

Mi sono domandata, dopo la chiamata per le Crone, cosa ci vado a fare? Cosa è per noi essere Crona?

La prima risposta è: provare un senso profondo di responsabilità.

Capire in profondità la responsabilità che sento verso le giovani donne, ma anche gli uomini, il Cosmo.

Essere d’esempio … con quale spirito mi predispongo a trovare il modo per essere d’esempio e riuscire a vedere la ciclicità nella vita. Voglio riconoscere il valore di questa nostra età, non voglio che incida negativamente sulla mia vita, sulla mia consapevolezza. Come diceva Mary Daly … fare anche cose piccole ma coraggiose, là dove sei. Le Dakini insegnano a svelarci, scopriamo chi siamo, entriamo in contatto con la fisicità, con tutti, con il mondo naturale. Ora bacio di più mia madre. Lei non ci abbracciava molto e io non abbracciavo lei.

La morte: mi aiuta la pratica delle Dakini. nel senso che sento il bello della vita il senso della ciclicità … la morte non è … dolore.

Sandra: la vecchiaia non mi ha mai fatto paura, come perdita di lucidità… la vecchiaia la sento libera … “una vita come i sette gatti” cantava una mia zia … la libertà è più grande nella vecchiaia. È il modo patriarcale del vedere e leggere la vecchiaia che sta rovinando tutto, anche più di prima. I bambini e le donne un tempo non venivano uccisi, ora si. Questo ora fa male, molto male.

Io ho sempre fatto politica, poi sono passata al sacro femminile. La magia cambia le cose?

Eppure, assisto troppo spesso al fatto che nel rapporto tra donne si tocca il fondo. Negli anni ’70 ci raccontavamo e nominavamo la violenza, ora no, non c’è più abbastanza fiducia tra noi. Non si dicono le cose perché si ha paura.

Sento che è necessario scavare il lato comico ed ironico. E voglio vincere! E invece la vittoria è abbastanza lontana. VOGLIO ABBATTERE IL PATRIARCATO.

Donatella: Grazie! Saranno le donne a salvare il mondo, a salvare madre terra … spetta alle donne. È un fatto di ecologia, di impegno. Ho molta fiducia nelle donne! Mi sono sposata a 19 anni, a venti ho avuto un figlio … in modo guerriero!

Poi ho verificato che non ero così meravigliosa … orfana del femminismo.

Ho avuto un figlio maschio, non ho fatto il secondo … volevo una femmina. Ma non posso escludere l’altra parte del mondo.

Mi è mancato il ciclo e non me ne sono accorta, non l’ho onorato ….

La politica ha rovinato una parte del femminismo, ho visto come le donne diventano maschio. La dimensione del sacro ce l’avevamo da bambine … eppure poi ho agito pratiche che sono un miracolo.

Sono Crona, ci ho messo sette anni ad accettarlo … ma è molto utile e necessario non perdere la fanciullezza … con le giovani mi sento bene, non mi riconoscono come “vecchia saggia”, mi sento riconosciuta senza età: “che bello averti conosciuta” mi dicono le donne giovani. Lasciare che sia … e mettere le cose per iscritto.

Un tempo le donne grandi avevano a responsabilità un ruolo luminoso … anche politico. Credo che questa sia la terza ondata ….

La vecchiaia è sacra e quando ci arrivi … contenta!

Margherita: Sento il richiamo ad esserci. È un tempo cruciale … esserci e incontrarci. Il mio è un sentiero sciamanico … di donne medicina.

Quando sei Crona non perdi nulla … anzi, andiamo ad acquistare. Sento questo primo cerchio come il Cerchio delle Crone. Per proteggere la vita, per nutrirmi ed essere sostenuta dallo scambio tra di noi. È arrivata l’autorevolezza ed è buona cosa.

Una trasmissione incorporata … voci che ti chiamano, sento che sono pari, alcune cose diventano mie.

Mia madre ha sentito che se ne andava, come se la morte fosse un fatto quotidiano. È tosto … è un passaggio, ma è un fare pace con la propria storia.

È un’iniziazione, c’è un crescere e un riconoscersi, un insegnamento che ci danno quando ci lasciano … ma stiamo loro accanto nel passaggio …

Èuna cosa reale, nei momenti difficili arriva l’Ombra. Abbracciamo l’Ombra, anche se questa trasformazione non so come si fa ed è per questo che insieme possiamo farcela.

Il maschile è importante, ma la donna è nel centro, il lavoro del radicamento è il nostro, il maschile se arriva, arriva quando è degno.

Libertà dell’essere vecchia …

Lucia T: sono arrivata con gioia e trepidazione e ringrazio Luciana. Importante questo cerchio anche per lo scambio delle esperienze e delle pratiche.

A 50 … il mio ultimo sangue. Sono arrivate le caldane … e il confronto con le altre età durante i cicli. Si, occupiamoci di noi stesse … il femminismo ci ha insegnato l’autogestione del nostro corpo … sacro.

Nel lavoro di tessitrice, quando ho ricevuto un compenso questo mi ha commosso e mi ha commosso l’idea che possiedo una maestria. Le allieve sono speciali, accetto con gioia creativa l’esperimento. Tutto questo mi appare come una soddisfazione e realizzazione del vivere.

Prendiamoci la responsabilità, anche delle piccole cose, le tematiche sono complesse ma possiamo migliorare, intessere locale e globale.

Il lavoro della Crona è sempre stato fondamentale, solo nel patriarcato ha perso valore.

Daniela: io mi sento tra Amazzone e Crona. Una sensazione che mi è stata chiara nel momento che ho discusso con un mio collega: ho levato alto il mio corpo come una gigantessa per difendermi e difendere, ma poi ho ascoltato, come una donna saggia, il mio collega.

Quando ne ho parlato con il mio formatore di gestione nonviolenta dei conflitti, nel momento in cui ho pensato che stavo facendo un passaggio nella mia età, mi sono commossa, ho sentito il passaggio. Era fatto di malinconia, ma anche della ricchezza della trasformazione. Questo mi identifica per ciò che sono ora.

Ho fatto una domanda a Luciana, dopo quell’episodio col collega: “Si può essere Amazzone e Crona?” Lei mi ha risposto di sì.

Sandra Schiassi ad Armonie

Possiamo rifondare il linguaggio delle donne, come realtà sacra.
Non è sempre necessario essere visibili, ma lavorare anche nella invisibilità, possiamo fare dei compromessi. Così siamo libere individualmente e nel cerchio. Impariamo come stare nel nostro gruppo ma anche nel nostro corpo.
Fino a che il femminismo era uno strumento adeguato lo abbiamo usato. Ora lo strumento utile è su un altro piano.
INCARNARE UNA DEA … emerge una nuova fonte, una nuova essenza, puoi combattere anche su un piano diverso, che plasma il mondo fisico. È un piano sottile. Il tuo corpo e il mondo sono la stessa cosa.
La massa critica … un punto di svolta!