Da un articolo del “The Guardian”: le misteriose figure di pietra messe al riparo per l’inverno durante le celebrazioni di Samhain

La figura della Cailleach, della “vecchia saggia” e della sua famiglia, fa parte di una tradizione secolare  nelle Highlands scozzesi.
Qui è profonda e antica anche la tradizione che attribuisce a pietre speciali un grande potere, e proprio in queste zone c’è un gruppo di pietre consumate dall’acqua che rappresenta la Cailleach e la sua famiglia.

Nell’articolo del Guardian che segnaliamo, si racconta di queste affascinanti e misteriose pietre e di un rituale che si compie ogni anno.
Il gruppo di pietre che guardano ad est verso le nebbie che scendono sul versante delle vette di Meall Daill nella regione del Perthshire, sono composte da una roccia a cui l’erosione dell’acqua ha dato la forma di un collo sottile e un busto che ricorda un busto femminile. Lei è la Cailleach, la dea dei mesi invernali nella tradizione mitologica gaelica. È la “vecchia”, la “megera”, è la “donna saggia”; colei che controlla gli animali e le forze della natura. Accanto a lei suo marito, il Bodach e i loro figli.

Durante la celebrazione di Samhain, la festa pagana che segna la fine della stagione del raccolto nella tradizione gaelica, le figure vengono spostate all’interno di una semplice capanna di pastori, le cui pareti sono tempestate di quarzo.
Lì la Cailleach e la sua famiglia trascorrono i mesi invernali al riparo. Verranno poi riportati fuori, come ogni anno, durante la celebrazione di Beltane, altra festività pagana molto sentita.

È un rituale unico e particolare che sembrerebbe affondare le sue radici nelle leggende locali. Si narra infatti che durante una tempesta di neve alla Cailleach e alla sua famiglia fu offerto riparo; lei fu così grata da lasciare la sua forma nella pietra a protezione dei luoghi, con la promessa che fino a quando fosse stata ben curata, la valle sarebbe rimaste fertile.

Ancora oggi quindi, coloro che sono direttamente coinvolti nella conservazione delle pietre, dedicano a questo rituale una grande cura nel mantenimento delle pietre e della solennità del luogo.
In effetti l’accesso a questo sito, noto sia come Tigh Nam Bodach (casa del vecchio) che Tigh Nan Cailleach (casa della vecchia), è una vera impresa, tale da scoraggiare i grandi flussi di pellegrini.
Infatti per raggiungerlo ci sono da attraversare a piedi un guado fluviale piuttosto scivoloso e circa 8 chilometri di una valle selvaggia e deserta, lungo un sentiero piuttosto accidentato. È proprio il suo isolamento che ne preserva le storie, i misteri che lo abitano e tutta la sua particolare l’energia.

Spostare le pietre è un rituale che contribuisce al loro misterioso fascino. Non è chiaro quanto antica sia questa tradizione, tuttavia i ritmi della loro cura sono connessi al nostro rapporto ancestrale con la terra e al ciclico mutare delle stagioni. Probabilmente è uno dei motivi per cui questo luogo esprime tanta potenza.
Inoltre, in questi luoghi, è sempre vivo un rapporto speciale con le pietre: alle pietre che si modellano e si levigano sotto il fluire dell’acqua, viene attribuito, un grande potere e nella forma che assumono (un corpo umano o la forma di un animale) si esprime la “divinità” e il suo potere.

L’articolo del The Guardian: https://www.theguardian.com/culture/2020/oct/30/there-is-power-in-them-mysterious-stone-figures-gaelic-winter-ritual-cailleach?CMP=Share_AndroidApp_Other