Come a casa – auto-antologia poetica (1991 – 2019) – Silvia Monti

da come a casa

auto-antologia poetica

(1991 – 2019)

Silvia Monti

 

Sono nata sopra il fondo ma la valle
è spesso un volgersi all’insù.
Sono nata a testa in su.

(le montagne sono state quel pensiero:
si può essere felici anche se nella bellezza
c’è il dolore dell’arresa. un dolore
fermo dolce malinconico esplosivo)

Sono nata valligiana
e le montagne sono state
sono sempre al loro posto,
e mi fanno stare bene/stare male
avere ancora dei pensieri solo miei
essenziali e puri.

Vorrei dire anche divini.


(dalla sezione cronache 1991-1995)

Prima domenica di luglio 1995,

dentro il bosco l’accesso è silenzioso e senza
tregua si sale a lena lenta e sotto il sole
il sentiero s’inerpica e soltanto. La distesa
che si apre finalmente tra le vette, le acque vive,
nella neve, in fondo ai prati,
e la fatica di tenersi a freno, fermi
negli scarponi, circondati ostaggi di uno
spettacolo più grande che si lascia senza arrese
forse un attimo toccare ma rimane,
sovrasta.

Leggo
in faccia all’apparente eterno del creato la meraviglia
del mio esistere di un giorno in meno, da domani
Improvvisamente
qui, sono tutti: chi c’è, chi mi è venuto incontro, chi
mi incammina adesso
(D’altronde
nel pomeriggio avevo le mie solite stanchezze nello zaino,
da sgravare).

(VERSO LA CAPANNA OMIO, VALMASINO)


(dalla sezione tornando e ritornando 1994 – 1996)

lato B

Mi sento tutta l’umidità dei prati a notte fonda,
(ad abitare vicino all’Adda si è fortunati d’estate)
dorme anche il cane della vicina.
Salgo le scale a luci spente senza nessun rumore perseguibile
dai miei, apro la porta lentamente come tante volte, invece
è come aprire la portiera di una macchina che è stata ore al sole:
– Nessuno ha la prigione che si merita-,
e devo dirlo adesso, a qualcuno almeno,
che la mia non è dorata e ha sempre troppo per restare.

Andarmene o rinchiudermi


(dalla sezione dall’alto 2007 – 2018)

Home sweet home

In equilibrio verso il basso a contemplare
questi tetti accasati saldamente
per cui non piango più
– Non piango più davvero.

Avrei voluto dirlo, guardando il grigio inverno della pietra
marcando l’aria fredda della sera
e le finestre accese
che non si può spezzare un movimento,
non lo si può fermare e incorniciare.
Come non posso dire cosa sia scoprire
un solo amore. Per un luogo,
per l’infanzia, per la maturità.


(dalla sezione al limite del bosco 2007 – 2018)

con le parole ingarbugliate, così fitte e aggrovigliate
da darmi tregua, sono nel bosco
sotto gli alberi sotto il cielo
sotto le stelle sotto il sole
sotto e sopra ogni mio pensiero.
e mi lascio scivolare come se fosse questa
la stagione giusta, la mia:
pensieri quanto mai mortali e comuni, normali
domande poche, nemmeno necessarie.
sotto questo sole questa pioggia questi rami
questi strani e variopinti richiami
(tanti uccelli) che non so neanche vedere.

sono nel bosco e in questo stato
pur avendo sempre odiato
d’annunzio. ma non la pioggia nel pineto.


 

resto seduta sulla scala di pietra
e guardo il prato, le ombre, i rami, il noce,
le pietre, le foglie.
resto da sola, seduta,
e ascolto ad uno ad uno i rumori e le voci
e il ghiro che viene a ricordarmi che siamo in tanti
e diversi. svegli, presenti
mentre la notte comincia
e cominciano ad accendersi domande
sottili tra i fruscii, i muscoli del corpo
e le cicale. e sanno dare un nome
a quel che non conosco.

così, mi riconosco
sui gradini di sasso della casa in montagna
al limite del bosco.


(dalla sezione adesso invece 2008 – 2019)

quando eri piccola, eri più piccola di me
ma non di tanto, eppure
c’era sempre qualcosa di mezzo, mi dico,
a tenerci distanti.

adesso invece, però, finalmente,
risaliamo il pendio allegramente
(poche smancerie, discorsi e drammi
la vita da toccare e i tuoi figli miei nipoti,
meraviglia e appartenenza da scoprire)
camminiamo con calma e nel mentre,
perché anche quest’anno
siamo qui e si fa festa.



Note biografiche

Silvia Monti, nata e cresciuta in Valtellina, vive tra Morbegno e Monza.
Ha pubblicato le plaquettes novantasetteKm (2004), a testa in su (2009) e betulla (2017), i volumi più primavera che paranoia (2006) così uguale (2008) e la plaquette d’arte buoni propositi (2010). Sue poesie e interventi critici sono apparsi su riviste cartacee, on-line ed inclusi in antologie. Ha ideato e partecipato a letture e performances poetiche. Ha dedicato e dedica particolare attenzione alla libera e non convenzionale circolazione della poesia.
www.montiesilvia.com

Gianpiero Mazzoni è nato e risiede ad Albaredo per S. Marco; si è occupato fin da giovane di fotografia documentando in particolare il paesaggio naturale, culturale ed umano della montagna. Ha pubblicato i volumi fotografici in bianco e nero, Sopravvivenze (1985), Donne di Montagna (2002), Pastori Nelle Valli del Bitto (2004), La Luss de Sbiess (2015) il volume fotografico I Carden (2013) e le guide escursionistiche Da Bergamo a Coira, Le Vie Dei Carden, 4 Valli nel Regno dei Graniti.
www.edizioniprogea.it