Venere di Popoli

    La scheda è stata curata da Brunella Campea

    Trattasi di un idoletto fittile scoperto nella conca di Sulmona, presso le Sorgenti di San Callisto (Popoli), vicino alle sorgenti del fiume Pescara. La statuina è stata rinvenuta priva della testa, con il braccio destro ripiegato sotto i seni (l’altro è mancante), le gambe flesse come fosse semi seduta e con una evidente accentuazione dei glutei. Insieme all’idoletto sono state ritrovate ceramiche con decorazione impressa a linee incise e punti, oltre a ceramiche con decorazione dipinta, anse tubolari e a rocchetto tipo Diana, scodella decorata con bande a trattini impressi.

    NOME Venere di Popoli
    OGGETTO STATUETTA FEMMINILE
    LOCALITA' DEL RITROVAMENTO La statuina è stata rinvenuta nei pressi delle Sorgenti di S. Callisto a Popoli, in provincia di Pescara -
    REPERTI ESPOSTI I reperti sono esposti al Museo Civico della Santissima Annunziata di Sulmona, nella sezione Archeologica, nel Palazzo della SS. Annunziata in Corso Ovidio
    CONTESTO AMBIENTALE Area Esterna

    DATAZIONE Neolitico - 8.000 – 5.000 anni fa
    STATO DI CONSERVAZIONE

    Testa, braccio sinistro e parte inferiore estrema della statuetta femminile risultano mancanti.

    DIMENSIONI Altezza cm 8, larghezza massima cm 5 e spessore massimo cm 2,5
    NOTE STORICHE

    L’attribuzione cronologica di questa statuina è particolarmente difficile in quanto è stata rinvenuta su terreno smosso, proveniente da fondi di capanna con materiali di epoche diverse, dal Neolitico Antico sino all’età del Bronzo; ad oggi si registra una ipotetica attribuzione al Neolitico, tra il VI e il IV millennio, ipotesi da avvalorare con ulteriori rinvenimenti ben contestualizzati.
    Allo stato attuale della ricerca, quello di San Callisto, presso Popoli, risulta il più antico insediamento umano a carattere stabile della Conca di Sulmona, sufficientemente documentato da una buona varietà di reperti, dal cui contesto emergono anche significativi elementi di culture eneolitiche e proto-appenniniche.
    Più diffusamente attestate sono le fasi della tarda età del bronzo e del protovillanoviano, nel cui ambito vanno forse inseriti quegli stanziamenti indiziati da frammenti ceramici di superficie su luoghi elevati e poco ospitali ma naturalmente inaccessibili e quindi meglio predisposti ad essere difesi con fossati, aggeri e palizzate. Questi insediamenti su altura sembrano preludere con forte anticipo ai più tardi centri fortificati di epoca italica, e solo la carente documentazione fa apparire azzardato, almeno per ora, ravvisarvi più stretti rapporti.
    Per quanto riguarda la diffusione della cultura protovillanoviana in Italia si è ipotizzato che coincida con la discesa delle popolazioni appartenenti alle lingue italiche, nel contesto delle migrazioni indoeuropee della seconda metà dell’età del bronzo. Marija Gimbutas sosteneva una colonizzazione “proto-italica” dell’Italia centro-settentrionale da parte dei gruppi di campi di urne “Nord-Alpini” (Baviera e Austria). Somiglianze fra le ceramiche dei campi di urne di quest’area geografica e quelle protovillanoviane sono state notate dalla stessa autrice.
    (Marija Gimbutas, “Bronze Age cultures in Central and Eastern Europe”, Berlino-Boston, De Gruyter Mouton, 1965, pp. 339-345.)

    CONDIZIONE GIURIDICA Proprietà Stato
    LINK ESTERNI

    https://www.beniculturali.it/luogo/museo-civico-santissima-annunziata

    BIBLIOGRAFIA
    1. E. Mattiocco: Centri fortificati preromani nella Conca di Sulmona – Chieti 1981
    2. M. A. Fugazzola Delpino, V. Tiné – Le statuine fittili femminili del Neolitico Italiano. Iconografia e contesto culturale – Bollettino di Paletnologia Italiana – 2002-2003 – pp. 34-36