Judy Grahn: Il Sangue, il Pane e le Rose – Giusi Di Crescenzo

IL SANGUE, IL PANE E LE ROSE – COME LE MESTRUAZIONI HANNO CREATO IL MONDO
di Judy Grahn

Il primo saggio di Judy Grahn sulle mestruazioni si intitolava Mestruazione dalla sacralità alla maledizione e oltre e vi sosteneva che le mestruazioni “costituivano molto probabilmente la base più antica delle scienze geometriche, matematiche e della misurazione formale”.

Solo in seguito, mentre mi accingevo a prendere in esame i riti di isolamento mestruale e le altre pratiche legate alle mestruazioni in termini di storie delle origini, ho capito che il mestruo poteva stare alla base non solo delle scienze ma di tutto ciò che ci ha resi umani. e che alla base ci doveva essere una “logica delle donne”.

Dopo quindici anni di ricerche e studi con Il sangue il pane e le rose – come le mestruazioni hanno creato il mondo quell’ “oltre” è diventata la “mia teoria metaformica”.

Il sangue, il pane e le rose è un libro che modifica profondamente la narrazione della storia del genere umano e lo fa anche grazie a quella modalità – tipica di molte studiose donne – di indagare la storia attraverso uno sguardo multidisciplinare – folclore, mitologia, religione, antropologia – ma anche a partire da sé e dalle esperienze di altre donne incontrate e intervistate.
In quasi tutti i capitoli – stampati in corsivo – si leggono infatti brani in cui l’autrice narra episodi della propria vita in qualche modo metaformici.
Nella prefazione all’edizione originale Charlene Spretnak sintetizza con grande chiarezza la tesi di questo libro. Una tesi che ribalta la costruzione culturale che è alla base della storia ufficiale dell’umanità.
Una delle domande da cui prende le mosse è: come è successo che la coscienza del primate diventasse la coscienza umana in grado di ragionare e produrre pensiero astratto?
Così scrive Spretnak:

“La coscienza ha dovuto esternarsi, cioè collegarsi a eventi al di fuori dell’essere umano in modalità che hanno portato all’apprendimento di modelli e concetti. Grahn pensa che questa cruciale evoluzione sia necessariamente avvenuta in relazione a una consapevolezza emersa nelle femmine riguardo al loro ciclo mestruale di 29,5 giorni: il sanguinamento avveniva in sintonia – e quindi era strettamente legato – a un oggetto esterno , la luna bianca nel cielo.” E su questa prima fondamentale metafora fisica – ovvero la prima originale metaforma – si basa una nuova dimensione umana : Judy Grahn “porta le donne dai margini della storia al centro – come donne incarnate.”

(…ogni volta che scrivo metaforma il programma di scrittura o di ricerca del computer chiede se volevo scrivere metafora !!!)
L’intuizione di una “Metaforma” nasce dentro “le sue esplorazioni poetiche su come la metafora si traduce in autentico potere culturale” cioè come la metafora, che per noi è solo per lo più una forma retorica di linguaggio, è prima una forma di immaginazione attraverso cui i nostri progenitori trattenevano le prime idee sul mondo, le ricordavano e le insegnavano.
La metaforma nasce quindi anche dentro l’essere poeta di Judy Grahn e quindi il suo impastare metafore (oltre che essere attivista del movimento delle donne e del Lgbt e ricercatrice studiosa della Dea e dei riti mestruali).
Studiando i miti delle origini Judy Grahn cominciò a pensare che il caos, da cui tutto aveva avuto origine, fosse la coscienza pre-umana di quando “gli esseri umani non avevano ancora imparato a pensare fuori da se stessi”.
Dunque il passaggio dalla natura alla cultura, dal caos alla coscienza era un processo di apprendimento ed un processo di separazione.

La maggior parte delle storie sulla creazione descrive una evoluzione della coscienza attraverso la separazione… L’atto di separazione è atto di creazione e anche di coscienza, atto di comprensione dell’immaginario, di connessione mentale.

Per apprendere una forma di pensiero gli essere umani hanno avuto bisogno di qualcosa al di fuori di loro che servisse da quadro di riferimento …e questo è avvenuto quando l’evoluzione dotò le donne di un ciclo mestruale capace di ritmo sincrono…consegnando alle femmine ancestrali lo strumento interiore per notare la caratteristica che avevano in comune – il flusso del sangue – e allinearsi sia con le altre femmine sia con la luna, fino a capire che si trattava di una fonte di luce e a distinguere i suoi effetti da quelli dell’oscurità… “e quando si è isolata imitando la luna ha esteriorizzato la connessione metaforica.”
Dunque Judy Grahn riscrive la storia del passaggio proprio attraverso questa sua invenzione che è la metaforma.

Io chiamo metaforme l’atto o la forma dell’istruire che crea una connessione tra le mestruazioni e un principio mentale. All’inizio avevo pensato di definirla mestruaforma…..Ho scelto invece metaforma, con il significato dell’incarnazione fisica di una metafora in cui le mestruazioni sono una parte dell’equazione.

Judy Grahn suddivide la grande varietà di metaforme da lei individuate in quattro categorie che rispondono ai modi in cui

le società umane hanno ricordato, insegnato e applicato i principi mestruali. Secondo la logica,la prima categoria sembra sia stata quella della metaforma del selvaggio; l’uso cioè di creature, formazioni ed elementi della natura per descrivere le idee mestruali; la seconda quella della metaforma della cosmesi, che deriva in modo appropriato dal termine greco kosmeticos, con il suo doppio significato di “senso di armonia e ordine” e “abilità di abbellire2 … la terza è la metaforma della narrazione – che si basa sul linguaggio, sul suono, i numeri e la storia – che apparve quando la gente immaginò se stessa e i propri progenitori come gli attori del ciclo della vita. La metaforma della materia pertiene alla quarta e ultima categoria ed è caratteristica della nostra civiltà contemporanea : la separazione dello spirito dalla materia e l’uso della materia della terra per creare prodotti, dando delle forme espressive alle idee esteriori prevalenti.

La lettura di questo libro è affabulante – non solo per lo stile di scrittura leggera e intensa allo stesso tempo – ma proprio nel senso che a volte hai l’impressione che stai leggendo una “favola” piena di significati che sono stati nascosti per troppo tempo e adesso dobbiamo sgranare tanto d’occhi per crederci e capire meglio cosa ci è successo davvero.
Come scrive Charlene Spretnak:

sento che questo libro è un enorme mazzo di rose rosse offerto con amore alle donne d’ogni dove, un dono che ci restituisce la nostra storia , la nostra presenza e il nostro radicamento esistenziale,

Ci restituisce l’orgoglio di aver creato “la cultura umana nei millenni” :

Le nostre antenate… avevano un compagno e dei figli che, siccome non mestruavano non avevano nessuna connessione diretta con il percorso della luna e con la comprensione umana dei cicli. La necessità delle donne di insegnare il loro eccezionale sapere non solo alle figlie, ma anche ai figli – per i quali sarebbero state sempre delle misteriose ‘outsider’ – ,e i metodi ideati dai maschi per manifestare che avevano capito, sono stati ciò che ha creato la cultura umana nei millenni

Da tempo si sentiva l’urgenza di poter leggere questo libro tradotto. (la versione originale è del 1993).
Oggi dobbiamo ringraziare un piccolo gruppo di donne che ha desiderato fortemente e saputo farsi carico di questa operazione.
Sono Sandra Capri, Katia Maurelli e Luisa Vicinelli.
“Abbiamo creato una collana MATRIVIA di Anonima Network (in onore a Mary Daly) e trovato questa casa editrice che in realtà è una stamperia e che si chiama effigi. Grazie a un accordo con l’autrice per i diritti e l’aiuto di un’amica e della casa editrice con cui collabora, vogliamo sperimentare la sostenibilità di un progetto di pubblicazione da riprodurre in futuro per altri titoli importanti. Per noi è prioritaria una distribuzione nei luoghi delle donne – case, associazioni, cerchi – che ci permetta di creare relazioni e confronto su temi in grado di modificare le narrazioni di millenni di patriarcato. Quello della nascita della coscienza umana è il primo”.

Giusi Di Crescenzo